DONAZIONILe offerte e i contributi destinati alle attività dell'Opera vanno inviati al C/C n°37193513, intestato a: ARCHIVIO DI P.GABRIELE |
FORUM
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Questo spazio è aperto a tutti i figli spirituali di Padre Gabriele Maria Berardi perché possano liberamente esporvi le proprie esperienze di vita accanto a Padre Gabriele, i propri ricordi o quelli loro trasmessi da genitori, parenti o amici che lo hanno conosciuto e frequentato. Come pure lettori e partecipanti a questo Forum potranno porre quesiti sulla vita e sulle opere di Padre Gabriele cui si provvederà a rispondere in maniera il più possibile pertinente ed esauriente. Ma il Forum è anche aperto a quanti dopo la morte di Padre Gabriele, venuti comunque a conoscenza dei suoi carismi e avendone chiesto la preghiera di intercessione, ritengono poi di avere ricevuto dei benefici, così come avviene spesso nel ricordo di quelle anime che hanno lasciato impressa una vasta fama di santità, Le testimonianze di interventi speciali attribuiti a Padre Gabriele nella salute propria fisica o spirituale, o nelle vicende di lavoro e di rapporti familiari e sociali, saranno eventualmente anche inserite nell’apposita rubrica “Testimonianze” e poste a disposizione della Causa di Canonizzazione, assieme alle moltissime altre che l’Associazione nel corso degli anni ha già raccolto. Naturalmente nessun intervento pervenuto al Forum privo di mittente o in anonimo sarà preso in considerazione, mentre si può chiedere che l’intervento stesso purché munito di tali requisiti, venga pubblicato con l’indicazione “lettera firmata”. Ogni intervento inviato al Forum sarà vagliato prima della sua pubblicazione per verificarne l’attinenza e la correttezza.
volontari dell'Opera
Martedì 24 Maggio 2011 05:38 | roma
Cari amici, il 17 febbraio 1912, Padre Gabriele Maria Berardi, al secolo Francesco Berardi, nasceva a Carpegna (prov. di Pesaro). Il prossimo 17 febbraio 2012 inizierà quindi l’anno del suo centenario dalla nascita. Noi tutti, i Volontari della sua Opera, abbiamo voluto predisporre questo sito web proprio in vista di tale ricorrenza, affinché Padre Gabriele abbia un luogo facilmente raggiungibile da tutti e da cui tutti possano adeguatamente conoscerlo o, per i tantissimi che lo hanno già conosciuto, approfondire la sua conoscenza.
Ma ancor più questo sito consentirà a ciascuno di fornire il proprio contributo al cammino spirituale di questo gigante della Chiesa Cattolica sulla via della canonizzazione. Il sito è strutturato in maniera semplice, e di giorno in giorno provvederemo ad integrare i diversi spazi con ulteriori documentazioni e notizie. Speriamo di riuscire - ma è un’operazione un po’ costosa per cui al momento non disponiamo dei mezzi - a far restaurare le numerose registrazioni che abbiamo raccolte e relative per lo più alle omelie tenute da Padre Gabriele, ma di non buona qualità per un ascolto adeguato. Di queste comunque già da tempo abbiamo provveduto a molte delle relative trascrizioni, che sono state in parte già diffuse qua e là nelle diverse nostre pubblicazioni. Nella certezza d’aver avviato una buona iniziativa, attendiamo su questo Forum i contributi di tutti voi. I Volontari dell’Opera “Padre Gabriele”
Louis Colca
Giovedì 26 Maggio 2011 13:51 | Webster - Texas - USA
Il 24 aprile 2011 dagli Usa ci scriveva una persona che deve direttamente o indirettamente aver conosciuto Padre Gabriele:
"I was wondering if I might be able to obtain from you a relic and/or holy card of Servant of God Francesco Berardi (Gabriele Maria). Next month… Mi chiedevo se potessi ottenere da Voi una reliquia o stampa sacra del Servo di Dio Francerco Berardi (Gabriele Maria). Il prossimo mese portero' le mie reliquie in parrocchia per la venerazione dopo la messa della Domenica e ne vorrei una sua. Inoltre il 19 Marzo 2012 ospitero' l'altare di San Giuseppe in casa mia e vorrei mettere in mostra le sue reliquie per la venerazione da parte dei miei ospiti per aiutare a promuovere la sua causa di beatificazione. Grazie in anticipo per qualunque aiuto possiate offrire nell'onorare questa richiesta, e possa Dio benedirvi. Louis Colca - Webster, Texas USA" Gli abbiamo risposto: Dear Mr Colca, we'd like to thank you for your email and we apologise for the delay in our reply/ We've just had to ask a friend of ours, David, who lives in Japan, to translate this letter for us… Gentile Sig. Louis Colca, La ringraziamo della sua comunicazione e ci scusiamo per il ritardo nel risponderle. Per la specifica richiesta di reliquie di Padre Gabriele non possiamo accontentarla in quanto di questo sacerdote, come ha potuto leggere, è stata avviata negli anni scorsi la Causa di Canonizzazione. Ma le norme attuali del diritto canonico e le consuetudini della Chiesa Cattolica vigenti in materia e assai rigide nell’interesse stesso del Candidato, sconsigliano le diverse forme di culto di una persona defunta ancorché essa sia vissuta e deceduta in concetto di santità - come è appunto il caso di Padre Gabriele M. Berardi - come se già fosse stato invece proclamato Santo. Questo però non impedisce di rivolgersi a lui, come a qualsiasi anima del Cielo, per ottenerne aiuto e conforto in ogni genere di necessità. Nei prossimi giorni (non subito poiché stiamo effettuando un trasloco) Le invieremo intanto alcune cose che lo riguardano e precisamente: - copia di un suo ritratto che noi riteniamo particolarmente espressivo della sua personalità e figura (che poi è la stessa immagine che compare nel sito dell’Opera); - copia di molti anni fa delle preghiere composte da Padre Gabriele così come a suo tempo da lui stesso fatte stampare (preghiere regolarmente autorizzate); - copia, anch’essa originaria, della Via Crucis composta da Padre Gabriele (e anch’essa regolarmente autorizzata). Inoltre, se Lei lo gradirà, potrà farci richiesta delle pubblicazioni su Padre Gabriele già disponibili tramite anche il sito www.padregabrielemariaberardi-osm.org e in particolare: - “Coraggio figlia ti aiuterò” di Gabriella Pasquali Carlizzi; - “Insegnamento e vita di Padre Gabriele M. Berardi” di Gabriella Pasquali Carlizzi. Ringraziandola della sua attenzione, ritenendo di averle fatto cosa gradita, La invitiamo a proseguire nel visitare il suddetto nostro sito, ancora in fase di elaborazione, ma su cui potrà leggere già numerose testimonianze su Padre Gabriele. Se poi, a seguito di richieste di intercessione rivolte a Padre Gabriele da persone di sua conoscenza, Lei avesse notizia di benefici ottenuti e attribuiti appunto alla sua intercessione, La preghiamo di volercene dare comunicazione e testimonianza. Gradisca i nostri più sentiti saluti. Per conto dell’Opera “Padre Gabriele”. Carmelo M. Carlizzi
Lettera firmata
Sabato 28 Maggio 2011 11:23 | Formello (Roma)
Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi da un frequentatore dell’Opera una bella testimonianza trovata su Facebook e pubblicata da un giovane, Luigi Marchicelli residente a Formello (RM). Nell’articolo tale giovane fa anche riferimento alla pubblicazione della testimonianza già avvenuta anni fa sul nostro periodico che precedentemente si chiamava La Via della Carità. Riproduciamo qui di seguito integralmente quanto Luigi Marchicelli ha diffuso.
Formello 26 Agosto 2010 Finalmente ho trovato quello che cercavo da tempo. Posso iniziare il racconto, la testimonianza dell’avvenimento di un Miracolo senza del quale oggi non sarei qui. E’ strano che il documento che cercavo, un numero della rivista “ La via della carità”, dove vi era pubblicato un articolo nel quale molto sinteticamente è riportato quel che accadde dal 16 giugno 1976 e nei giorni successivi, sia stato da me trovato nel momento in cui non ci pensavo minimamente, ovvero questo pomeriggio, sebbene lo abbia cercato spesso e con calma, in soffitta, dove c’erano gli altri numeri, nei meandri della casa, con impazienza. Poco fa mentre stavo riordinando l’armadio di famiglia, con la speranza di trovare un album di vecchie fotografie, che mio padre cercava da tempo, riguardante il periodo del suo servizio militare, ho intravisto tra i documenti una fotografia in bianco e nero che ha richiamato il mio sguardo; era Padre Gabriele Maria Berardi, a quel punto ho capito che forse avevo trovato una fotocopia di un numero della rivista, dove ci sarebbe stato quell’articolo del quale avevo sentito parlare e del quale avevo stretta necessità per testimoniare il Miracolo, non perché estraneo ai fatti, ma perché ho troppi ricordi di ciò che mi è stato raccontato, da non trovare lo spunto per iniziare. Prima di riportare l’articolo, devo precisare che alla prima lettura ho pensato che mancassero molti particolari; ma, non ne sono dispiaciuto, proverò in seguito a farli riemergere, anche perché sono passati circa 34 anni dalla mia nascita, ma mio padre me ne parla spesso, me ne ha parlato da bambino e capisco che per lui allora fu una ferita non da poco, come lo è stato per me, e per una serie di ragioni che mi stanno spingendo verso la scrittura di un libro. Il giorno 16 Giugno 1976 venne il giorno della mia nascita ma qualche cosa andò storto … Articolo tratto dal periodico bimestrale “La via della carità” Anno 5 numero 21/22 a pagina 11 Gennaio/Aprile 1990 IERI ..OGGI … TESTIMONIANZE sulla testimonianza di Vittorio Marchicelli. “Era il 16.06.1976, io e mia moglie stavamo per diventare per la prima volta genitori di un figlio. Tutto si svolse presso l’Ospedale S.Camillo al reparto ostetrica, dove dopo, l’ultima visita di controllo il ginecologo disse che in giornata mia moglie avrebbe partorito. Tutto sembrava andare per il meglio; accompagnai mia moglie in sala parto cercando di tranquillizzarla perché era molto emozionata. Allora facevo il tassista e quindi le dissi che appena sarebbe giunto il momento mi avrebbe fatto chiamare per radio. Ma poi decisi di rimanere vicino a lei. Ma a mezzanotte mia moglie era ancora in sala parto. Tutto il pomeriggio era stato un susseguirsi di donne che partorivano, e mia moglie invece niente. L’ostetrica del turno di notte mi mandò via dicendo che prima di un giorno o due mia moglie non avrebbe partorito: l’utero era ancora come uno spillo d’ago – diceva – mentre il nostro ginecologo aveva dichiarato prima del ricovero un’apertura di tre o quattro centimetri. Andai a casa, ma nella notte mi chiamarono dall’ospedale dicendomi che Paola era in sala operatoria per il parto cesareo; quando arrivai mi dissero che era nato un maschietto e che tutto e che tutto andava bene, ma quando chiesi di vederlo confessarono che Luigi era al reparto neonati gravi … mi recai dal primario Prof. Gavani, che presente anche la dott.ssa Cristina Rosselli del Turco mi disse: “ Purtroppo caro Machicelli suo figlio è grave, ha un’emorragia cerebrale ed anche le convulsioni alle braccia e alle gambe: i bambini sono come i fiori, oggi appassiscono ma domani possono essere ancora più belli; ma per Luigi il caso è grave”. Chiesi di vederlo per l’ultima volta, mi accontentarono facendomelo vedere da dietro un vetro; era nell’incubatrice con l’ago in testa e con gambe e braccia che tremavano. Che tristezza! Nel pomeriggio tornando a casa incontrai un’amico. Bernardo Ranalli, la cui madre Giuseppina dopo aver saputo di quanto accaduto mi disse: “Perché non vai da Padre Gabriele ai Sette Santi Fondatori o da Padre Gino a San Vittorino Romano ?”. Non fu per scegliere la via più corta, ma forse perché ero stato battezzato lì. Il mattino seguente andai da Padre Gabriele. La Chiesa era gremita di gente che in silenzio attendeva presso l’altare. Ero in ansia e mi domandavo: “che succederà adesso ?”. Certo la fede era poca, ma Luigi era lì con i minuti contati, giunse anche il mio turno e la porta della sacrestia si aprì, un prete bonariamente disse ad una signora : “ Vai figlia ti aiuterò”, io entrai a mia volta in quel metro quadrato di celletta; il Padre mi disse: “Figlio che c’è ?”. Io gli raccontai tutto in breve. “Portami qualcosa che tuo figlio ha indosso” disse il Padre, e io gli risposi che a parte la garzina che copriva l’ombellico il *** era nudo; ma il padre aggiunse: “Allora portami un indumento nuovo, io te lo benedirò e poi fallo avere subito a tuo figlio nell’incubatrice”. Gli domandai ancora se c’erano speranze ed il padre rispose: “Vai figlio, t’aiuterò e stai tranquillo e tutto si sistemerà”. La domenica mattina, vincendone l’ostinata resistenza, infatti diceva: “Credi ancora a queste cose”, mi feci dare da mia cognata un vestitino che portai a Padre Gabriele. Quando mi vide il Padre riconoscendomi si soffermò a lungo con me pronunciando, per benedire delle parole a bassa voce, poi disse: “Vai e portala a tuo figlio, sbrigati e vedrai che tutto andrà bene”. Così feci e giunto in ospedale affidai la vestina di Luigi ad una suora che mi disse: “Conosco Padre Gabriele, vado subito da tuo figlio e gliela metto sotto la testa”. … anche mia moglie cominciò a capire che qualche cosa non andava … Nei giorni che seguirono andavo spesso da Padre Gabriele … le sue parole mi tranquillizzavano, con un po’ d’acqua benedetta e la fraterna benedizione: “T’aiuterò vai e stai tranquillo” … Dopo circa un mese Luigi pur essendo ancora ricoverato era ormai fuori pericolo e dopo alcuni giorni ancora, ci permisero di portarlo a casa ormai guarito. Appena completamente ristabilito lo facemmo battezzare da Padre Gabriele, di cui mi rimane impressa la semplicità e la tranquillità. Da allora sono spesso ricorso a lui prima che dal dottore per tutti i miei malanni: quando seppi della sua morte un dolore maggiore di quello provato per la malattia di mio figlio, ma (e qui sta la forza di Padre Gabriele) dopo circa tre anni dalla sua morte ebbi modo di conoscere l’Associazione… Padre Gabriele, tu che stai nell’alto dei celi, proteggici tutti fino alla nostra morte. Vittorio Marchicelli - Roma Le riflessioni di un miracolato Prefazione Scrivo questo libro senza averne titolo, non sono uno scrittore, non sono un cronista, ma sono un miracolato. Padre Gabriele Maria Berardi, purtroppo, ancora non è beato, mi domando il perché, non tanto per il mio caso, ma per i tanti casi di Miracoli che sono avvenuti grazie alle sue Preghiere; non a caso è stato soprannominato il Padre Pio di Roma. I casi sono tanti, forse più di cinquanta. Il Miracolo c’è stato, lo dico da credente, io ci credo, la scienza non ha fornito spiegazioni diverse. Il primario del Reparto Neonati gravi del San Camillo ha usato questa parola, e come rispondeva Gesù alle affermazioni che gli si facevano? “Tu lo hai detto”. In questo momento non ho la certezza che l’opera sarà portata a termine, tentar non nuoce, è una delle mille sfide che accetto, spero di potermi avvalere del contributo di alcune persone che conoscono la mia storia, o che l’hanno vissuta. E magari dei medici che allora con dedizione mi hanno voluto tanto bene: Mio Padre, La Dott.ssa Cristina Rosselli del Turco, che diverrà la mia Pediatra, e Bernardo Ranalli, il mio Padrino di Battesimo. Luigi Marchicelli – Formello (Roma)
Carmine Rocca
Sabato 28 Maggio 2011 20:09 | Castellanza (Varese)
Carissima Elisa, ti invio questa mia testimonianza a riguardo di Padre Gabriele M. Berardi. Tutto è successo una ventina d’anni fa ed è cominciato così: ero in chiesa di domenica sera dove c’era un tavolino con sù alcune riviste; tra queste ce n’era una con in copertina il ritratto di Padre Gabriele. Quando presi in mano la rivista ho sentito subito una strana sensazione e sfogliandone le pagine rimasi molto colpito dal contenuto. Guardando l’immagine di Padre Gabriele sentivo come se mi dicesse: “Prendila!”. Avvertivo una bella sensazione, mi soffermai su quel viso, sembrava vivo e difatti mi sorrise amorevolmente. Aveva gli occhi di una tale bellezza che rimasi in uno stato di gioia, erano gli occhi di un padre amorevole. Non la presi subito perché stava iniziando la messa, ma decisi che l’avrei presa dopo. Mentre il sacerdote pronunciava l’omelia ero in uno stato di gioia e pensavo alla rivista tanto da chiedere a Padre Gabriele: “Fa’ che ci sia ancora al termine della messa”. All’uscita dalla chiesa la rivista era ancora lì e ho sentito nel cuore come se Padre Gabriele mi dicesse: “Ti aspettavo”. Era l’ultima copia rimasta. Mi precipitai a prenderla e arrivato a casa la lessi sentendo la gioia nel cuore.
Leggendo mi colpirono le parole di Gabriella, la direttrice del giornale, e il suo amore per Padre Gabriele e la sua opera di carità verso i poveri. C’era l’immagine di Padre Gabriele mentre distribuisce i sacchetti con il cibo ai poveri ed era toccante vedere quel viso pieno di amore. Volli telefonare subito all’Associazione chiedendo di Gabriella e parlando con lei mi colpì la sua gentilezza e disponibilità e le chiesi delle immagini di Padre Gabriele che poi era stato il suo padre spirituale. Mi inviò subito anche il libro “Coraggio figlia, t’aiuterò”. Sulla copertina lo stesso ritratto di Padre Gabriele che distribuiva il pacco ai poveri. In seguito mi sentii spesso con Gabriella, era un’anima ricca di spiritualità che parlava sempre amorevolmente di Padre Gabriele. Di recente, dopo tanti anni, ho sentito ancora il desiderio di rivedere quel libro e l’ho cercato tanto fra i miei tanti libri e dopo tanto cercare, e dopo essermi rivolto mentalmente a Padre Gabriele e a Gabriella, finalmente l’immagine di Padre Gabriele è tornata a sorridermi con quegli occhi pieni di carità e di amore. Ho riletto il libro provando la stessa gioia di vent’anni fa. Ho quindi sentito forte il desiderio di mettermi a cercare l’indirizzo della sua Opera e non so come mi ritrovai a vedere il filmato in cui Gabriella spiegava la vicenda del Mostro di Firenze. Che strano, sembrava che la mano di Padre Gabriele mi guidasse sino a trovare il numero di telefono e chiamare. Mi ha risposto Elisa che con tanta gentilezza mi ha aggiornato su tutto inviandomi poi la nuova edizione di “Coraggio figlia ti aiuterò” e il ritratto grande di Padre Gabriele. Invio un caloroso saluto e un abbraccio a te e anche al marito di Gabriella e ai figli, vi ricorderò sempre nelle mie preghiere. Gesù, Maria, Padre Gabriele e Gabriella dal Paradiso vi aiutino sempre per il vostro apostolato. Carmine Rocca – Castellanza (Varese)
Elisa Antonelli
Martedì 07 Giugno 2011 11:53 | roma
Ho avuto l'onore di conoscere Padre Gabriele quando ero piccola.
Di questo sarò sempre grata a mia madre che, come molti altri andava da lui, in fila, per chiedere l'aiuto di cui necessitava di volta in volta. Io ero minuta e forse frequentavo l'asilo o i primi anni delle elementari, e mi ricordo quest'uomo come fosse un gigante, con la sua tonaca nera. Gli incontri erano brevi, sostavamo pochi istanti nel suo stanzino. In particolare d'estate, ho vivissimo il ricordo della strada percorsa a piedi insieme a mia madre, sotto il sole e con le buste di vestiti, rigorosamente sani e profumati, per chi non ne aveva. Padre Gabriele ha aiutato molto la mia famiglia, ognuno di noi. Ricordo che mia madre mi ha raccontato che una volta si recò da lui per me, portandogli una mia foto. A Padre Gabriele era più che sufficiente solo l'immagine o una maglia per essere strumento del Signore e, attraverso i suoi carismi, dire quelle determinate parole che risolvevano in un attimo la preoccupazione. Tornando a me, da piccola soffrivo molto con la pancia e con l'intestino. Quando mia madre molto preoccupata, gli diede la mia foto, lui con la sua mano la prese e il suo dito indicò agli occhi di mia madre il tratto preciso del mio intestino sofferente. "E' infiammata da qui a qui." Sì, tracciò sulla mia pancia (nella foto!) il pezzetto dolente per la colite. Diede anche una dieta da farmi fare per dei giorni. Il problema si risolse. Grazie Padre Gabriele! Grazie al suo intervento e alla sua incessante preghiera, per me e per tutti coloro che si rivolgevano e continuano a rivolgersi, con fede a lui. Questo è solo il primo aiuto di cui ho memoria. Ne sono seguiti tanti altri ed ogni giorno lo ringrazio con tutto il cuore per tutte le intercessioni di cui si fa carico presso il Signore... Attraverso di lui la mia vita è diventata meravigliosa, ha colori vivi, ed in particolare da quando mi ha fatto conoscere Gabriella, ma questa è un'altra storia... Grazie! Elisa Antonelli - Roma
Carmelo Maria Carlizzi
Sabato 16 Luglio 2011 11:03 | Roma
Cari amici di Padre Gabriele, oggi 16 luglio 2011 giorno del mio onomastico, si venera la Beata Vergine del Monte Carmelo o Madonna del Carmine, onorata anche come "Madonna del Suffragio" e quindi particolarmente vicina alle Anime del Purgatorio. E' proprio in relazione a queste Anime che voglio rendere la mia testimonianza su una grande grazia - tra le tantissime - ottenuta per intercessione di Padre Gabriele.
Nel 1982 ricevetti una lettera dall'ufficio delle imposte in cui, in termini assai perentori, mi si annunciava che era stato accertato nei miei confronti un debito verso l'erario elevatissimo, molto oltre i cento milioni di lire, per tasse dovute ma non pagate. Infatti per il metodo di accertamento allora vigente, veniva dedotto che avendo io nell'anno precedente dichiarato, così come di fatto era avvenuto, l'incasso di una cifra assai cospicua, altrettanto anche se in maniera gradata dovevo aver guadagnato negli anni precedenti di professione. Ma questa deduzione dell'ufficio non era nemmeno in minima parte rispondente alla realtà dei miei guadagni. La verità molto semplice era che dopo i primi faticosi anni di attività professionale, avevo avuto per circostanze del tutto casuali modo di ottenere e portare a compimento un difficile e importante incarico di consulenza per un ministero dello Stato. In preda a grande preoccupazione e non sapendo proprio come affrontare la questione mi recai da Padre Gabriele, presso la Chiesa dei Sette Santi Fondatori a Piazza Salerno, che mi ricevette nel solito stanzino. Avevo in mano la lettera in questione e nell'animo la condizione di chi non sapeva davvero cosa fare. Padre Gabriele mi suggerì subito di affidare la cosa al commercialista se ne avevo uno capace e di stare tranquillo. Poi però, vedendomi comunque tanto preoccupato, aggiunse con estrema carità e sicurezza, e con tono confidenziale sapendo di rivelarmi una grande Verità: "Devi stare tranquillo, dedicherò questa notte sul Monte a pregare per te le Anime del Purgatorio, perché tu possa risolvere la cosa. Sai sono molto potenti, ma tra loro particolarmente potenti sono quelle dei sacerdoti e ancor più quelle dei vescovi, loro sì che ti possono davvero ottenere questo miracolo!". Me ne andai sollevato e feci come m'aveva detto affidando la pratica al commercialista che attivò subito i ricorsi del caso. Nel giro di qualche mese la vicenda andò a soluzione per me del tutto positiva. Ma non finì lì. Dopo oltre un anno e a cosa ormai accantonata, ma erano giorni in cui avevo delle urgenti esigenze finanziarie da risolvere, mi arrivò una nuova lettera dall'ufficio delle imposte. Però questa volta conteneva un assegno circolare di circa sette milioni "a rimborso di maggiori somme pagate per imposte non dovute". Un miracolo ulteriore nel miracolo grande che già avevo ricevuto. Naturalmente chi ha conosciuto Padre Gabriele può ben immaginare l'allegria del suo volto quando corsi a ringraziarlo per la seconda volta. Esprimeva la soddisfazione di chi ha compiuto davvero un buon lavoro. Carmelo Maria Carlizzi - Roma
Lettera firmata
Sabato 05 Novembre 2011 20:30 | Roma
Gentile presidente dell’Associazione fra i Volontari della Carità,
desidero testimoniare una grande grazia che mio moglie ed io, anzi tutta la nostra famiglia, abbiamo ricevuto qualche anno fa per intercessione di Padre Gabriele. L’11 marzo 2007 mio figlio Francesco, il maggiore, a tarda notte percorreva a bordo del suo scooter la Via Cassia diretto a casa. Come poi hanno dichiarato i testimoni e ha accertato la polizia, procedeva a velocità moderata nella sua corsia allorché un’auto, che procedeva nel senso inverso ma a velocità folle, zigzagando, improvvisamente voltava a sinistra e lo centrava in pieno e pressoché frontalmente proiettandolo sull’asfalto. Noi eravamo stati raggiunti a casa telefonicamente dalle persone accorse a cui lo stesso Francesco che non aveva perso conoscenza aveva fornito il numero. Mi sono precipitato sul luogo dell’incidente arrivando quando mentre Francesco urlando per il dolore veniva caricato dopo le prime cure praticategli sull'asfalto, all'interno dell’ambulanza accorsa. Venne ricoverato al vicino ospedale S. Pietro in rianimazione. Aveva la tibia destra fratturata in tredici punti, la tibia sinistra in undici punti, la spalla destra fratturata come pure un piede e una mano, oltre a numerose altre lesioni ed escoriazioni. L’investitore, in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti in preda alla confusione non faceva che imprecare e chiedere perdono a mia moglie. Ma il miracolo fu istantaneo e progressivo: intanto era rimasto vivo dopo un impatto che non poteva lasciare speranze, poi non aveva subito lesioni alla testa né ad alcun organo vitale, poi non ha mai perso la serenità e la volontà di guarire, guidando medici, infermieri e fisioterapisti nelle cure che gli venivano praticate. Gli sono stati praticati vari comlessi interventi che si sono risolti tutti felicemente. La degenza e la riabilitazione sono state lunghe e dolorose ma sempre verso un progressivo miglioramento e oggi da quasi due anni Francesco ha anche ripreso la sua attività sportiva assai impegnativa, anche se dovrà per lungo tempo effettuare cure e controlli. Ma anche tutti noi siamo rimasti sempre sereni e fiduciosi nell'aiuto di Padre Gabriele. Padre Gabriele aveva battezzato Francesco nel 1975 e ne aveva seguito sempre la crescita. La sua protezione è stata sempre evidente e sono certo che continuerà a stargli vicino nell’evoluzione della sua vita. Lettera firmata - Roma
Carmelo Maria Carlizzi
Domenica 12 Febbraio 2012 18:02 | Roma
Voglio qui ricordare un episodio della vita di Padre Gabriele che ha del leggendario e che ho raccolto poco dopo la sua scomparsa dalla viva voce di Maria Fiorini, allora presidente dell’Associazione fra i Volontari della Carità, l’opera di beneficenza da Lui promossa, e presieduta successivamente per lunghi anni da Gabriella. A sua volta la signora Fiorini l’aveva conosciuto raccontato da Padre Gabriele in persona. La stessa vicenda ci fu narrata da un suo più giovane confratello, Padre Massimiliano Curti, per vari anni accanto a Padre Gabriele presso la Parrocchia dei Sette Santi Fondatori, che l’aveva anche lui appresa direttamente dalla sua viva voce. Tale episodio venne poi ulteriormente confermato da un nipote di Padre Gabriele, Valter Berardi, che da ragazzo aveva studiato presso di lui e che un giorno era venuto alla sede dell'Associazione per trovare Gabriella. Molti anni dopo lo stesso nipote me lo raccontò nuovamente, confermandone i dettagli da lui vissuti in quei giorni direttamente. Leggiamo il racconto di tutti costoro qui appresso.
I fatti risalgono all’ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale, durante l’occupazione tedesca e mentre era in corso il ritiro delle truppe tedesche dal sud progressivamente su su per l’Italia centrosettentrionale. Padre Gabriele allora era parroco presso la chiesa di San Martino ai Servi ad Orvieto in Umbria in provincia di Terni. Durante quel periodo erano frequentissimi i bombardamenti aerei notturni in particolare sui convogli tedeschi di truppe e munizioni che risalivano l’Italia a seguito dell’avanzata da sud degli alleati. Orvieto stessa era continuamente sorvolata, specie di notte, dalle squadriglie di bombardieri. E la stazione di Orvieto Scalo lungo la principale direttrice ferroviaria italiana era quindi un obiettivo assai importante costituendo un punto obbligato di transito per i rifornimenti militari tedeschi. Padre Gabriele un giorno venne a sapere che era arrivato un treno merci, ma che questo era invece carico di munizioni, e che era stato lasciato fermo su un binario della stazione, ai piedi della città. Ebbe netta la percezione che stazionando lì la notte quel treno costituisse, anche per una eventuale segnalazione agli alleati, un enorme pericolo per la città qualora un’assai probabile incursione notturna lo avesse individuato e bombardato. A notte fonda approfittando del pendio in cui si trovavano in quel punto i binari, Padre Gabriele sganciò il convoglio dei vagoni merci dalla locomotiva che così cominciarono a scivolare lentamente lungo il pendio, andando poi a fermarsi in piano, ma molto più distanti dalla stazione e da Orvieto. La città era salva. Padre Gabriele era uomo di grande coraggio e di notevole forza fisica. Ma per fare quanto è stato qui ricordato, all’ispirazione di cui già allora godeva, potè unire di certo lo straordinario aiuto che gli venne fornito grazie a quella fede da gigante che lo ha sempre accompagnato nella sua missione. Carmelo Maria Carlizzi – Roma
enza
Lunedì 20 Febbraio 2012 22:40 | roma
Caro Padre Gabriele BUON COMPLEANNO!!!!!!
Che gioia oggi (17.febbraio 2012) tornare nella tua chiesa e sentiere di nuovo la tua forte presenza e quella del Signore , ero un pò triste quando sono arrivata, non ho trovato più il fioraio il cancello della cripta era chiuso, sono così entrata in chiesa la S. Messa era appena iniziata e tu eri li come sempre quando venivo a trovarti è vero non ho mai parlato, tanto era il timore che mi incutevi eri sempre tu a dirmi come andavano le cose. Quanto mi hai aiutato quanta forza mi hai dato quado arrivavo distrutta la tua presenza e il tuo amore sempre mi hanno dato la spinta per andare avanti soprattutto dal giorno che mi hai detto come va? e io ho risposto meglio grazie e tu lo so lo so! ma farò in modo chele cose ti vadano ancora meglio, è stato proprio così hai cambiato veramente la mia vita mi hai insegnato ad amare in modo diverso i fratelli il Signore la vita anche quando è stato difficile vedere mio figlio su un letto d'ospedale in coma per una semplice caduta dalla bici quanta grinta e quanto mi ai fatto lottare, ma alla fine tutto è andato bene. Sei il mio Padre specialissimo e ringrazio il Signore ogni giorno per averti messo sulla mia strada tanti anni fa. Spero che il custode apra ancora la porta del tuo stanzino come ha fatto oggi che grande emozione quante lacrime di gioia ritrovarmi li dentra dopo tanto tempo ancora una volta mi hai regalato delle emozioni idiimenticabili, ti voglio tanto bene Buon Compleanno ancora anche perchè adesso sei centenario Enza 9 Messaggi nel registro |
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